World Aquatics modifica le regole per la cittadinanza sportiva. Preoccupazione tra tecnici, federazioni e dirigenti sportivi.
L'allarme di State of Swimming. Le nuove norme, in vigore dal 1° marzo 2025, riducono da tre a un anno il tempo di attesa per cambiare nazione di rappresentanza.
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Craig Lord di State of Swimming, critica duramente la decisione di World Aquatics di modificare lo status di "nazionalità sportiva" senza consultare il Congresso, ossia l’organo decisionale più alto della federazione. Secondo Lord, l'organizzazione ha aggirato le procedure democratiche per approvare modifiche che, tra le altre cose:
- Riduce da tre a un anno il tempo minimo di attesa per cambiare nazione sportiva;
- Elimina lo status di nazionalità sportiva per gli atleti under 18, se non convocati in eventi internazionali di primo livello;
- Potenzialmente apre a un “mercato dei trasferimenti” giovanile, dove i migliori talenti potrebbero essere “comprati” da Paesi con più risorse;
- Rende incerti i programmi di sviluppo giovanile nazionali, minando il ritorno sull’investimento fatto su giovani atleti.
Le nuove norme, in vigore dal 1° marzo 2025.
Il tutto è avvenuto senza consultazione trasparente con i diretti interessati, e ha generato forte preoccupazione tra tecnici, federazioni e dirigenti sportivi. World Aquatics sostiene che la nuova norma sia conforme alla Carta Olimpica, ma molti esperti ne mettono in dubbio la compatibilità e soprattutto la sostenibilità pratica. Alcuni dirigenti ritengono che si stia minando il principio di lealtà nazionale nello sport, dove l'investimento pubblico nei giovani talenti dovrebbe avere un ritorno in termini di rappresentanza e non essere visto come un trampolino verso altre bandiere.
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