La "guerra" delle Università per Los Angeles 2028.
Reclutatori, chiamate di massa e stipendi da 300.000 dollari
Sul portale iberico "Relevo" è stato pubblicato un interessante articolo di Alberto Martinez, intitolato "La 'guerra' de las universidades para Los Ángeles 2028: scouters, las '200 llamadas del 15 de junio' y 300.000 dólares", in cui l'autore analizza il sistema sportivo universitario americano nel nuoto e le sfide che il reclutamento di giovani talenti comporta. L'articolo evidenzia come il modello statunitense, focalizzato sulle università, attiri molti giovani nuotatori internazionali, rendendo difficile per alcune nazioni coltivare i propri atleti di punta.
Il portale Relevo è un sito spagnolo dedicato al mondo dello sport, che si concentra su notizie, analisi e approfondimenti relativi a vari eventi sportivi e atleti. Fondato nel 2021, Relevo si distingue per il suo approccio innovativo e per la copertura di sport sia tradizionali che emergenti, con un particolare focus su storie di atleti e temi di rilevanza sociale legati al mondo sportivo. Segue una sintesi dell'articolo in oggetto ed il link diretto a quello integrale e originale.
Con i Giochi Olimpici di Los Angeles 2028 all'orizzonte, gli Stati Uniti si preparano a mantenere la propria posizione di potenza nel mondo del nuoto. Dopo i Giochi di Parigi, dove gli americani sono riusciti a superare l'Australia solo nell'ultima giornata di gare, la competizione diventa sempre più feroce, alimentata da un sistema universitario che funge da motore centrale per lo sviluppo dei futuri campioni.
La sfida per gli USA non è solo di vincere a Los Angeles, ma anche di mantenere la leadership in uno scenario mondiale sempre più competitivo, specialmente dopo la crescita di nazioni come l'Australia, sostenuta finanziariamente e sportivamente da figure come Gina Rinehart (Hancock Prospecting) e le stelle emergenti del nuoto australiano. Con il SoFi Stadium pronto ad accogliere 38.000 spettatori per le gare di nuoto, gli Stati Uniti non possono permettersi di deludere.
Il modello universitario americano: cuore del sistema nuoto USA
Negli Stati Uniti, il modello universitario rappresenta il cuore del sistema di sviluppo per i nuotatori di élite. Le Università offrono programmi di allenamento gestiti da tecnici di fama mondiale, come Bob Bowman, l'allenatore di Léon Marchand, una delle stelle dei Giochi di Parigi. Bowman è un esempio di come il sistema universitario americano funzioni alla perfezione, attirando talenti non solo dagli Stati Uniti ma anche dall'estero.
I capi allenatori universitari possono guadagnare stipendi che raggiungono i 300.000 dollari, rendendo il ruolo molto ambito. Non sorprende, quindi, che sia difficile trovare un nuovo direttore tecnico per USA Swimming dopo l'addio di Lindsay Mitenko. Molti allenatori preferiscono rimanere nelle università, dove le retribuzioni sono equiparabili a quelle offerte dalla federazione, se non superiori.
La competizione per reclutare i giovani talenti
Il lavoro degli allenatori non si limita alla gestione dei programmi di allenamento. Una parte cruciale del loro ruolo è il reclutamento dei giovani nuotatori, un processo che può essere paragonato a quello del calcio professionistico. Come spiega Sergi López, allenatore alla Virginia Tech, la competizione per assicurarsi i migliori talenti inizia già a 15 o 16 anni, con il 15 giugno che segna l'apertura ufficiale delle trattative.
López descrive un processo frenetico, fatto di centinaia di telefonate e viaggi per visitare club in tutto il Paese. Gli allenatori osservano le competizioni nazionali e regionali, analizzano video e studiano le attitudini dei giovani nuotatori. Per López, non basta essere talentuosi in acqua: l'atteggiamento è fondamentale. "Se un nuotatore discute con il proprio allenatore, non lo recluto", afferma.
Il reclutamento non si limita agli Stati Uniti. Sempre più nuotatori stranieri scelgono di formarsi nelle università americane, attratti dalle opportunità accademiche e sportive. Questo fenomeno ha generato qualche problema in più per la rescita dei giovani talenti nelle proprie nazioni di origine perchè attratti dall'idea a stelle e strisce e dall'opportunità di trasferirsi negli Stati Uniti per studiare e allenarsi.
Il futuro del nuoto americano: sfide e opportunità
Nonostante l'assenza di figure iconiche come Michael Phelps o Caeleb Dressel, gli Stati Uniti continuano a produrre nuotatori di altissimo livello. Tuttavia, come sottolinea López, manca la presenza di leader carismatici che possano dominare la scena internazionale. Il sistema americano, basato principalmente sulle università e sui club è molto meno centralizzato rispetto a quello di altri Paesi.
Negli Stati Uniti, il sistema è più meritocratico: i due migliori nuotatori di ogni prova nei trials nazionali si qualificano per le Olimpiadi, rendendo la selezione estremamente competitiva. Questa "guerra" per il talento inizia molto prima, con il reclutamento, un momento cruciale sia per le università che per i nuotatori stessi.
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