L'australiano Peter Bishop e la nuova sfida olandese.
"Ho avuto successo con il nuoto australiano. Ora, se riusciamo a combinare il metodo con l’etica olandese, possiamo creare qualcosa di veramente speciale."
/https://distribution-point.webstorage-4sigma.it/nuoto_com-1291/media/immagine/2024/resized/Screenshot_2024_11_14_alle_06_43_07-2146x1446.png)
Da gennaio 2025, il tecnico australiano, Peter Bishop, è il capo allenatore della squadra nazionale olandese di nuoto. Il nuovo tecnico non nasconde l’emozione e l’orgoglio di poter lavorare con un team così ricco di tradizione, ricordando i successi delle Olimpiadi di Sydney 2000 come una vera fonte di ispirazione. "Pensavo: che nazione incredibile, così piccola, ma così vincente", racconta.
Un estratto della video intervista rilasciata da Bishop al termine di un raduno collegiale, disponibile a fondo pagina.
Alla base della filosofia di Bishop c’è una missione chiara: spingere ogni atleta a sognare in grande e ad avere il coraggio di inseguire la propria ambizione. “Una volta definito il sogno, lavoriamo insieme per trasformarlo in realtà”. Questo avviene non solo con gli atleti, ma anche in sinergia con lo staff di supporto, creando un ambiente in cui ognuno può dare il massimo.
Durante le sessioni in acqua, l’attenzione ai dettagli è massima: ogni virata, ogni arrivo, ogni bracciata deve essere eseguita con precisione. “Ogni giorno devi finire come se fossi in gara. Deve diventare un’abitudine”. Il focus non è solo sulla prestazione fisica, ma anche sulla capacità di esprimersi al meglio nei momenti decisivi: “Puoi essere un animale da aerobica o un velocista puro, ma ciò che fa davvero la differenza è la capacità di performare quando conta davvero”.
La cultura di squadra è uno dei pilastri dell’approccio olandese. Oltre ai successi individuali, l’obiettivo è trionfare insieme nelle staffette, condividere i momenti di gioia e sostenersi nei momenti difficili. I collegiali permettono agli atleti di confrontarsi, capire i propri punti di forza e le aree da migliorare. “In questi raduni, gli atleti capiscono rapidamente dove sono forti e dove devono crescere.”
Un momento significativo del raduno è stato un test competitivo interno. Alcuni atleti erano stanchi, altri in grande forma: l’occasione perfetta per lavorare sulla componente mentale. “È importante capire come reagire quando non si nuota come si vorrebbe e come si influenzano i compagni. È lì che si costruiscono anche le abilità psicologiche.”
Il coach conclude con un messaggio carico di ambizione: “Ho avuto successo con il nuoto australiano. Ora, se riusciamo a combinare quel metodo con l’etica olandese, possiamo creare qualcosa di veramente speciale.”
La sfida è lanciata.
ENTRA NEL NOSTRO CANALE TELEGRAM PER AVERE COSTANTI AGGIORNAMENTI
UNISCITINON PERDERTI NESSUNA NOTIZIA SUL NUOTO ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER